Charlotte Cardin
18/05/2027
Volkshaus, Zurigo
Charlotte Cardin non si è mai lasciata incasellare in un unico stile – un aspetto che porta a un livello superiore con il suo prossimo terzo album «Midnight, mon amour», la cui uscita è prevista per il 29 gennaio 2027. Da quando si è affermata come una delle artiste più interessanti e straordinarie del Canada, la cantante nata a Montreal ha costruito una carriera in cui passa con disinvoltura dal pop all’R&B, al jazz e a qualsiasi altro genere le capiti d’orecchio. Ed è proprio questo che presenterà anche durante il suo tour, quando si esibirà dal vivo il 18 maggio 2027 al Volkshaus di Zurigo.
Con il suo album di debutto «Phoenix», pubblicato nel 2021, è diventata immediatamente una rivelazione e ai Juno Awards ha ricevuto i premi «Album dell’anno», «Album pop dell’anno», «Artista dell’anno» e «Singolo dell’anno». Ha proseguito il suo successo con il secondo album «99 Nights», che è stato nuovamente premiato come «Album dell’anno» e «Album pop dell’anno».
Ora Cardin torna con il suo album più ambizioso fino ad oggi. In «Midnight, mon amour» Cardin affronta il tema della dualità ed esplora la tensione tra le aspettative sociali e quelle parti di noi stessi che teniamo nascoste. Affronta il contrasto tra il giorno e la notte, nonché le contraddizioni onnipresenti dell’esistenza femminile. Cardin e il suo partner musicale di lunga data, Jason Brando, hanno affrontato la realizzazione dell’album tenendo ben presente questa tensione. Il risultato è, come lo descrive Cardin, un «album delle ombre»: uno spazio dedicato alle fantasie imbarazzanti, ai desideri intimi e ai lati meno raffinati di noi stessi che non riveliamo necessariamente al mondo esterno. «Questo spazio musicale dedicato alla dualità e la consapevolezza che ci è permesso esplorare questi due lati mi hanno davvero aperto un livello di creatività completamente nuovo», afferma. È affascinata da quegli aspetti dell’essere umano che, alla luce del giorno, tendiamo maggiormente a nascondere. Questo gioco di contrasti si estende anche all’uso della lingua nell’album: Cardin alterna il francese e l’inglese per esprimere diversi aspetti di sé.
«Ho scelto una porta, ma tutte le altre porte esistono ancora, e a volte ci rifletto sopra», afferma, aggiungendo: «Questo ci riporta a quella dualità: essere così felici in una relazione e accettarla, ma allo stesso tempo poter anche porsi le domande del tipo “E se…” e rimpiangere le vite che non si sono scelte.» È una sensazione su cui torna ripetutamente nel corso dell’album: non un rifiuto della vita scelta, bensì la consapevolezza che l’accettazione di un percorso non cancella la curiosità verso gli altri.
Anche mentre Cardin si addentrava nelle sfere più intime e contraddittorie dell’album, era consapevole di come queste canzoni sarebbero state percepite al di fuori dello studio. Durante l’intera produzione, lei e i suoi collaboratori hanno prestato particolare attenzione agli strumenti a fiato e al modo in cui i relativi arrangiamenti potessero essere trasposti sul palco. Hanno sviluppato un set in grado di espandersi o ridursi a seconda delle dimensioni della sala. «La parte dal vivo è uno degli aspetti più entusiasmanti del mio lavoro», afferma. «Adoro scrivere musica, ma adoro anche riflettere su come trasporla in un contesto dal vivo.» Il 18 maggio 2027, al Volkshaus di Zurigo, si potrà scoprire come si presenterà la sua musica dal vivo.
Questo istinto riflette l’approccio più ampio di Cardin al proprio lavoro. La musica è solo una parte del suo vocabolario; anche il cinema, la letteratura, la moda e la sua esperienza come modella influenzano il suo modo di raccontare storie. I suoi modelli di riferimento sono altrettanto variegati: cita icone del pop canadese come Céline Dion e Avril Lavigne, ma anche Ella Fitzgerald e i testi delle canzoni di Kacey Musgraves. Poiché la sua voce è roca e inconfondibile, si sente particolarmente attratta da artisti dotati di una voce unica.
Sebbene «Midnight, mon amour» sia stato realizzato in Canada, a Londra e a Parigi, Cardin afferma che Montréal è il luogo in cui la sua creatività emerge in modo più naturale. «Quando sono a Montreal, da me emerge qualcosa di molto creativo», afferma. «Ho così tanti punti di riferimento e così tanti ricordi legati a Montreal.»
Tutti questi ricordi, influenze e contraddizioni, accumulati nel corso del tempo, trovano spazio nel nuovo album, che in definitiva pone la domanda: cosa accade se smettiamo di voler scegliere tra le diverse versioni di noi stessi e, invece, diamo a tutte spazio per esistere?
Tradotto con DeepL