A volte dalle preoccupazioni nasce qualcosa di bello. “Worries And Other Plants”, il progetto nato in salotto del musicista svizzero Dionys “Dio” Müller e dei suoi amici, rende proprio questo udibile: garage rock e indie rock, intrisi di timbri psichedelici, in cui l’inquietudine si trasforma in musica.
Le canzoni scorrono su ritmi ipnotici e si aprono in melodie ampie e fluttuanti: si sente letteralmente l’asfalto sotto le ruote, il calore sulla sabbia del deserto, il sale nell’aria lungo una strada costiera. Oscillando tra il desiderio di partire e il silenzio della riflessione, i brani si muovono come in uno stato di dormiveglia: con i piedi per terra e sognanti al tempo stesso.
Lo sviluppo artistico dei Worries And Other Plants è caratterizzato da una continua crescita: dal progetto solista è nata una band di sei elementi con musicisti fissi, che dal vivo dispiegano una presenza notevole senza alcun ricorso a espedienti spettacolari, entusiasmando così anche il pubblico di festival come il Montreux Jazz Festival.
Desideriamo aprire la nostra CASA DELLA CULTURA a tutti e, pertanto, applicare un biglietto d’ingresso equo e quindi personalizzato. La nostra soluzione si chiama: «Pay what it’s worth!» Siete voi a decidere quale prezzo vi sembri adeguato e quale potete permettervi di pagare. A volte proponiamo tre fasce di prezzo, altre volte lasciamo la scelta completamente libera. In ogni caso, tengo sempre presente che questo concetto funziona grazie all’equità e al rispetto – sia per gli artisti che per gli altri ospiti.
Tradotto con DeepL