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Concerto
Il mandolino vanta una tradizione lunga, ma spesso sottovalutata, nella musica classica. Fin dal XVIII secolo ha trovato il proprio posto sia in contesti di corte che di musica da camera. Nel XIX secolo lo strumento passò in secondo piano. Solo nel XX e XXI secolo i compositori contemporanei hanno riscoperto la flessibilità ritmica del mandolino, i suoi contorni nitidi e la sua leggerezza percussiva. Allo stesso tempo, solisti virtuosi – tra cui l’acclamato Avi Avital – hanno contribuito a riportare lo strumento sui palcoscenici concertistici internazionali. Il concerto si apre con una composizione di Hummel in una formazione insolitamente ricca di colori. La musica impressionista di Debussy e Ravel ispira arrangiamenti ampliati e coloristici e instaura un legame diretto con l’universo sonoro del mandolino. Alle impressioni luminose e colorate della prima parte del programma si contrappone lo stile «Sturm und Drang» di Haydn, emotivamente denso e drammatico, con cui due omaggi impressionistici al suo nome creano un piacevole contrasto. Infine, il programma si rivolge all’eleganza della Chanson francese.
Tradotto con DeepL