Per anni Frank Richter è stato reporter di gossip per «Glanz und Gloria», oggi è uno dei comici stand-up più richiesti della Svizzera. Con il suo quarto spettacolo da solista, «Love my Job», è in tournée in tutto il Paese. Nel podcast di Solti ha raccontato come ci è arrivato.
La biografia di Frank Richter offre spunti sufficienti per diversi spettacoli teatrali. Nato a Uznach, cresciuto a Rapperswil-Jona da madre tedesca, con doppia cittadinanza tedesco-svizzera, oggi vive a Zurigo. Il quotidiano «Herisauer Nachrichten» ha sintetizzato fin da subito la ricetta del suo successo: «Battute crude presentate in modo simpatico».
Prima di trovarsi lui stesso sotto i riflettori, Richter puntava il microfono verso gli altri. Dopo uno stage presso un giornale locale, è approdato al programma della SRF dedicato alle celebrità «Glanz und Gloria», dove per anni ha parlato di star e starlette. Otteneva le risposte migliori quando i suoi interlocutori erano rilassati, quindi per prima cosa scherzava un po’ davanti alla telecamera. Da quel periodo risalgono aneddoti come quello su Beatrice Egli, il cui management arrivò addirittura a cancellare la domanda sullo strumento che suonava da bambina. Oppure la lettera di un avvocato dalla Germania, perché in un articolo era stato scritto «Schweini» invece di Bastian Schweinsteiger.
Il passaggio alla commedia è avvenuto gradualmente. Richter ha iniziato scrivendo battute per altri, dal 2016 è salito lui stesso sul palco e, nel frattempo, ha condotto il quiz in diretta di Blick TV, finché non ha dovuto scegliere: giornalismo o palcoscenico. Ha scelto il palcoscenico, con successo. Nel 2017 è stato uno dei «4 Young Talents» dell’Arosa Humorfestival, nel 2019 ha vinto il Goldene Ticket del Quatsch Comedy Club di Berlino, nel 2021 la SRF Comedy Cup e la Roast Battle di Comedy Central. Nello stesso anno del suo successo berlinese ha debuttato il suo primo spettacolo da solista «Promi-Richter»: storie personali, gossip sulle celebrità e umorismo nero, con tanto di intermezzo musicale al flauto di Pan.
Il marchio di fabbrica di Richter è l’umorismo nero. La stampa è unanime: Richter non è uno che se la prende con le minoranze, ma un funambolo verbale che si spinge al limite del buon gusto senza mai oltrepassarlo. Lui stesso la vede in modo pragmatico: «La Svizzera è troppo piccola per dire: “Mi dedico solo a questo genere”. In Germania puoi essere quello che fa battute antisociali e avere comunque 400 teatri in cui esibirti». Il suo talento, come dice lui stesso, sta nel presentare le cose cattive in modo tale che funzionino anche durante un’assemblea comunale.
Il suo attuale spettacolo «Love my Job» è una frecciatina rivolta a un ben preciso tipo di persona: «Mi danno sui nervi quelli che su LinkedIn postano #lovemyjob. È solo un modo per leccare i piedi al capo.» Secondo quanto afferma lui stesso, è il suo miglior programma finora, una corsa sfrenata attraverso le assurdità del mondo del lavoro. Per lo spettacolo ha sviluppato insieme al suo regista 32 personaggi, dalla propria madre all’ex capo, ognuno con una voce e una postura proprie.
Altri sguardi dietro le quinte della commedia e del giornalismo sulle celebrità sono disponibili nella puntata attuale di Soltis Studiocast: