I MAESTRI DEL METAL MONGOLO
Chitarre potenti, abbinate a strumenti mongoli tradizionali e a tecniche vocali autoctone, danno vita, nell’album di debutto “Human Herds” degli Uuhai, a un mix sonoro tanto esotico quanto avvincente. Dopo la convincente esibizione al «Motocultor Tour 2026», i musicisti provenienti dalla metropoli di Ulaanbaatar tornano nella nostra sala come headliner di grande successo.
Con band come The Hu o Nine Treasures, la musica rock mongola ha vissuto negli ultimi anni un notevole slancio. Anche gli Uuhai, band in forte ascesa, regalano alla steppa mongola una nuova e accattivante colonna sonora con il loro mix di violini tradizionali a testa di cavallo, chitarre metal dal suono duro e il tipico canto di gola. Dopo che i loro primi video musicali avevano già totalizzato milioni di visualizzazioni, la band composta da sette elementi ha pubblicato nel gennaio 2026, tramite la Napalm Records, il proprio album di debutto, «Human Herds». Attraverso storie suggestive sulla straordinaria natura della Mongolia, gli Uuhai si propongono come attenti accompagnatori alla scoperta della loro terra natale, muovendosi abilmente tra le radici culturali del Paese e la società moderna. Sul palco, la band offre un’esperienza davvero unica. L’impressione indelebile che lasciano su tutti coloro che hanno già avuto il privilegio di assistere ai loro concerti li rende dei potenti ambasciatori della Mongolia. Il loro straordinario trionfo in Europa è iniziato nel 2023 con un tour dei festival di grande successo, che ha riunito complessivamente circa 200’000 spettatori in occasione di eventi rinomati quali Bloodstock, Motocultor, Leyendas Del Rock o Rock Castle. La loro affascinante presenza scenica e la loro musica rivoluzionaria hanno incantato le folle. Con un ulteriore tour in Europa, gli Uuhai hanno proseguito la loro ascesa fulminea nel 2024. Un passo significativo in tal senso è stata l’esibizione al prestigioso Hellfest Open Air, che ha sottolineato il crescente riconoscimento da parte del pubblico metal. In occasione della loro ultima visita da noi allo Z7 nel gennaio 2026, nell’ambito del «Motocultor Tour», Diebuehrers.com ha scritto: «Il canto di gola mongolo, gli strumenti tradizionali e i riff metal pesanti si sono fusi in un sound che ha immediatamente affascinato il pubblico. La band emanava un’enorme gioia di suonare, si muoveva costantemente, cercava il contatto con il pubblico e ha conquistato la sala un po’ alla volta. Brani come ‘Ancient Land’ o ‘Khar Khulz’ hanno creato un’atmosfera ipnotica alla quale quasi nessuno è riuscito a sottrarsi. A questo punto era ormai chiaro: gli Uuhai non erano solo un gruppo di apertura, ma un vero e proprio headliner – esotico, potente e assolutamente convincente dal vivo.»
Tradotto con DeepL